Airbags Takata: dopo Citroën e Volkswagen, anche Toyota e Mercedes annunciano un richiamo di veicoli, ecco i modelli interessati
Ecco un nuovo episodio nella saga infinita degli airbag Takata, un dossier che avrebbe potuto essere un episodio di "24 ore" tanto è lungo e ingarbugliato. Dopo che Citroën e Volkswagen hanno aperto il ballo dei richiami, ora anche Toyota e Mercedes, due colossi ben noti, annunciano a loro volta una campagna di immobilizzazione colossale. Tra appelli al "fermo guida" e campagne di richiamo che si prolungano all'infinito, lo spettacolo di questi airbag pronti a esplodere minaccia di trasformare le nostre strade in un vero e proprio campo minato. Allora, chi sarà il prossimo a salire sul palco in questa saga automobilistica che è costata ben più che qualche ammaccatura?
Perché Toyota e Mercedes devono immobilizzare i loro veicoli equipaggiati con airbag Takata
Non è una battuta presa da una sitcom inglese, ma l'allerta ufficiale del ministero francese dei Trasporti di giovedì 10 aprile. Toyota e Mercedes devono unirsi a Citroën e Volkswagen per un'operazione di "fermo guida" che fa tremare: circa 170.000 veicoli in metropoli colpiti da un decreto di immobilizzazione, tutti prodotti tra 2001 e 2018. La ragione? Questi airbag difettosi prodotti da Takata, un componente di sicurezza che dovrebbe salvare vite, ma che si trasforma in un esplosivo ambulante. Un gas propellente che invecchia male, pronto a catapultare pezzi di metallo in faccia al conducente. Tutto ciò, ovviamente, senza preavviso, come una brutta battuta di cattivo gusto.
Lo scandalo Takata, una bomba a orologeria che causa ancora danni
Dal 2014, questo fiasco industriale ha scosso quasi tutto il pianeta automobilistico, coinvolgendo una lista di nomi che somiglia a un catalogo: Volkswagen, Nissan, BMW, Honda, Mazda, Subaru, Chrysler, Infiniti… Tutti coinvolti in questa commedia che è diventata un dramma. In Francia, purtroppo, si registrano 29 incidenti legati a questi airbag corrotti, di cui 12 decessi (11 oltre mare, uno in metropoli). Citroën ha iniziato a immobilizzare i suoi 236.900 modelli C3 e DS3 nel nord della Francia, ma sembra che le campagne siano altrettanto efficaci quanto una perforatrice senza carta.
La noia delle campagne di richiamo: tra inefficacia annunciata e procrastinazione dei proprietari
Cambiare un airbag pericoloso sembra semplice, tranne quando i proprietari preferiscono lasciare la loro automobile esplosiva sull'asfalto. Risultato, su 2,3 milioni di auto in Francia ancora interessate, un bel pacchetto è ancora in circolazione, in particolare 214.700 Mercedes e 154.900 Toyota. Questi numeri includono modelli popolari come Toyota Yaris (2001-2017), Corolla (2001-2010) o ancora le Mercedes Classe A II (2004-2016) e Classe C II & III (2004-2016).
Mercedes si barcamena un po', assicurando che il 53% delle 217.877 vetture interessate hanno visto i loro airbag sostituiti, ma rimane disperatamente bloccata in un balletto di invii ripetuti di lettere raccomandate. Toyota, da parte sua, lancia una cifra ufficiale: 70.000 veicoli ancora in pericolo, nonostante un diluvio di richiami dal 2015. Il peggio? L'entusiasmo per recarsi in officina diminuisce man mano che le auto invecchiano. Forse preferiscono giocare alla roulette russa in autostrada?
Quando la responsabilità industriale si fa attendere
A Parigi, si è clamato a gran voce che sarebbe ora di centralizzare tutte le indagini su questi airbag difettosi, in particolare quelle legate a omicidi colposi. Il male è profondo, sia legale che meccanico. Il governo non scherza più e ha persino deciso di applicare sanzioni finanziarie che possono arrivare fino a un milione di euro al giorno di ritardo per i costruttori che tardano a rintracciare questi migliaia di veicoli a rischio.
In Guadalupa, la situazione sfiora l'assurdo, dove il deterioramento accelerato del componente legato al clima tropicale ha fatto esplodere il numero di incidenti mortali. Alcuni costruttori non hanno ancora dispiegato un'organizzazione degna di questo nome, e hanno dovuto subire una sanzione di 315.000 euro. Nel frattempo, alcuni proprietari di Citroën C3 hanno deciso di far salire la pressione giudiziaria presentando denuncia contro Stellantis per "messa in pericolo della vita altrui". Una reazione che, si spera, farà muovere le cose.
Fonte: www.centrepresseaveyron.fr
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C'est incroyable de voir combien de véhicules sont encore en danger à cause de ces airbags!
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C'est incroyable comment ces problèmes d'airbags continuent d'affecter tant de gens. Il est temps d'agir!
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C'est incroyable de voir à quel point ces problèmes d'airbags continuent de causer des soucis importants.
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