Airbags Takata : il CEO di Citroën saluta il successo delle campagne di richiamo
Ah, gli airbag Takata! Che spettacolo quasi comico, ma tragico. Sembra una commedia di Beckett in cui i protagonisti sono le auto e i loro fantasmi cuscini d’aria. Gli airbag Takata causavano più problemi che soluzioni, un po' come quel pasto al pub che ti promette un banchetto ma si trasforma in una pappa beige senza sapore. Eppure, dall’altra parte della linea, sì, il CEO di Citroën si strilla per celebrare un presunto successo nelle campagne di richiamo – un bel termine per dire che devono riportare a casa veicoli miseramente pericolosi, come un bambino smarrito nel parco.
Un successo clamoroso, davvero?
Durante una recente intervista su TF1, il signore delle auto francesi, Xavier Chardon, ha affermato che il 90% dei modelli C3 sono stati richiamati. Sì, avete sentito bene, 90%. Ma che dire dei 10% rimanenti? Sono ancora lì a vivere la loro vita a piena velocità, in un universo dove gli airbag esplodono come fuochi d’artificio mal gestiti durante una festa nazionale? Che importa, la santa croce dei numeri è qui per rassicurarci!
- 90% delle Citroën C3 richiamate, si dice.
- 70% dei veicoli Citroën, DS e Opel trattati – una cifra che fa saltare anche un piccione su un ramo!
- Un esercito di 40.000 auto di cortesia pronte ad aiutare i clienti: ma chi vuole alla fine un prestito di auto mentre l'angoscia degli airbag aleggia nell'aria come un odore di pesce tradito?
Il ministro dei Trasporti in soccorso
E come se non bastasse, il ministero dei Trasporti ha preso in mano la situazione. Quasi 1,2 milioni di veicoli riparati! Ma attenzione, scatta l’allerta rossa: dal 1° gennaio, tutti i veicoli dotati di airbag Takata difettosi non passeranno la revisione. Le immatricolazioni dei malcapitati proprietari saranno purtroppo sospese non appena verrà rilevato un gonfiaggio rischioso. Un bel modo per far parlare gli automobilisti, non credete?
- Revisione: una pressione in più.
- I proprietari devono agire, altrimenti niente strada per voi.
- È come essere invitati a un matrimonio senza sapere che in realtà si è il testimone, e che si deve organizzare tutto.
La sicurezza dei passeggeri in gioco
Prendiamoci un attimo per condannare ciò che sembra essere una mancanza di preoccupazione: la safety automobilistica. Gli airbag Takata sono quei buffi cuscini che dovrebbero proteggere i nostri preziosi cervelli in caso di urto, ma che, nella realtà dei fatti, hanno deciso di fare più male che bene, come un mago fallito. La tendenza è quindi di richiamare, richiamare e ancora richiamare, mentre girano intorno al tema come un gatto attorno a un piatto di panna.
- Sicurezza dei passeggeri: priorità numero uno!
- Richiami di prodotti: una necessità per migliorare l'affidabilità dei veicoli.
- I difetti degli airbag: un veleno per l'industria automobilistica.
Citroën deve attrarre gli ultimi clienti
Chardon, nella sua grande saggezza, insiste sul fatto che l’imperativo è attirare questi 10% rimanenti nei laboratori per la loro sicurezza – e non per il prestigio che ciò potrebbe portare loro. Ciò richiede tutta una serie di strategie di marketing: quasi un mix di sollecitazione dei clienti e di appello disperato per evitare che l’Assemblea nazionale finisca per votarli. Le campane suonano, il fascino funziona. Ma chi vuole viaggiare con una logica che, in sostanza, ha come obiettivo solo quello di evitare un altro incidente mortale legato all’airbag?
E la morale qui? Le campagne di richiamo sono un male necessario, sebbene siano divertenti da esaminare sotto il profilo della tragedia umana. Citroën finge di guidare il ballo, ma chi sa quanti clienti dormiranno sugli allori, aspettando ingenuamente un’altra campagna di richiamo mentre la loro sicurezza potrebbe dipendere da una conversazione al pub che se ne va con l’ultimo pint di stout? L'automobile moderna, amici miei, è un’avventura piena di colpi di scena – e non sempre dalla parte giusta del dramma!
Fonte: www.autoplus.fr
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